IN/QUADRO – Cos’è un ritratto oggi?

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Pubblicato il: 10 Giugno 2026

Ritratto fotografico e intelligenza artificiale: cosa significa fotografare una persona oggi?

Se è vero che siamo “nella sala parto di un nuovo mondo”, come ha scritto di recente il direttore de La Stampa Andrea Malaguti; se è vero che anzi il “nuovo mondo” sta già frequentando le elementari, come sa chiunque abbia meno di quarant’anni; se persino il Papa nella sua ultima enciclica Magnifica Humanitas si preoccupa di “custodire l’umano nel contesto dell’IA”, e parla di Anthropic (!) allora occuparsi di ritratti oggi vuol proprio dire lavorare su una frontiera in continuo sobbollimento.

Cos’è un ritratto oggi?

Quando, per esempio, nel nuovo video dei Rolling Stones la band appare “ringiovanita” grazie all’AI, e Mick, Keith e Ronnie sono forever young grazie agli AI data wranglers, cioè i manipolatori, o smanettoni, o maghi, di Deep Voodoo, la società fondata dai creatori di South Park, Trey Parker e Matt Stone?

E d’altra parte quando l’artista inglese Gillian Wearing lavora da tempo sul processo inverso, quello di invecchiamento artificiale, creando “ritratti” di persone che… verranno?

E su Instagram spopolano i “ritratti” creati da Jos Avery, che non sono in nulla di individui reali e sono invece “cucinati” con Midjourney?

Ormai, come scrive Luca Pianigiani nella sua sempre interessantissima rivista online Sunday Jumper, si tratta di tecniche che da trovata bizzarra sono diventate “strumento di lavoro vero e proprio, usato sempre più spesso anche fuori dai grandi budget hollywoodiani. Per chi fotografa e produce video in modo professionale, tutto questo non è una curiosità lontana, ma è una mappa del territorio in cui si lavora già, o si lavorerà tra poco.”

De-aging, aging e deepfake: le nuove frontiere del ritratto

De-aging, aging, filtri, dialogo con i software creativi in linguaggio del tutto “naturale”, deep fake: non sono le frontiere di Orione, non è fantascienza, è l’oggi.

E quindi cimentarsi nel ritratto fotografico ai nostri giorni assume valenze inedite. Ammesso che si possa sempre usare il termine stesso “fotografico”, quando in tanti pensano che ormai si tratti solo di puro imaging, e basta provare una volta i generatori di ritratti IA o gli AI Headshot Generators perché tutti i confini saltino.

Fotografare qualcuno oggi: catturare o creare un’identità?

Allora fotografare qualcuno oggi cosa vuol dire?

Rubargli l’anima, come credono popoli superstiziosi?

O creargliene una capace di vivere per sempre giovane, o anziana, in quello che il filosofo Byung-Chul Han ha definito “lo sciame”?

L’interrogativo oggi, come a ragione fa notare Pianigiani, non è la scelta tra tecnica e cultura – dibattito che apre frontiere vertiginose e che qui non è possibile affrontare.

No, “si tratta di capire che l’effetto speciale, da solo, attrae sì ma solo per un momento, mentre quando fa parte di una storia più grande cambia natura: diventa qualcosa che resta. Chi lavora con l’immagine oggi ha questa riflessione da fare: imparare a usare gli strumenti nuovi con intelligenza, senza lasciare che diventino il fine del lavoro”.

Restare umani nell’era dell’intelligenza artificiale

L’attenzione cioè si sposta dalla capacità tecnica verso il lavoro concettuale, creativo, narrativo.

“Verso quello che nessun sistema automatico può sostituire, perché richiede giudizio, visione, sensibilità”.

Restare umani: ci salveremo così?

Margherita Abbozzo

Tutte le immagini sono di Lca Pianigiani/Sunday Jumper ed utilizzate a solo scopo divulgativo

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