Il lavoro nasce da un approccio lento, fatto di ascolto, osservazione ed esplorazione.
Ho attraversato gli spazi di Castello di Ama senza cercare immagini definitive, cogliendo ciò che il paesaggio, le architetture, le opere e le persone mi suggerivano.
Le fotografie cercano di restituire le connessioni che rendono questo luogo vivo: il lavoro quotidiano, il tempo della
contemplazione e il dialogo tra arte contemporanea e natura.
Ne emerge un racconto fatto di dettagli, presenze e silenzi, dove ogni immagine diventa una traccia dell’esperienza vissuta più che una semplice testimonianza del luogo.

