Equilibrium
Durante la residenza ho sviluppato una serie di collage in dialogo con il paesaggio, la ciclicità e il mutamento continuo della natura. In questo processo, il taglio non è interruzione ma origine: un gesto da cui emerge nuova vita, un’energia che si trasforma e si rinnova.
Frammenti di corpo si intrecciano con elementi naturali e architettonici che ho fotografato a Castello di Ama, generando immagini che prendono forma attraverso stratificazione e ricomposizione. Le opere si configurano come presenze sospese, in equilibrio tra bidimensionalità e tridimensionalità, tra gesto e fluidità.
Il collage per me non è solo una tecnica, ma una modalità di pensiero: un modo di trasformare la frammentazione in possibilità e di lasciare emergere, dai frammenti, qualcosa di vivo.
Il corpo, inteso come superficie e soglia, viene riattivato nello spazio ed entra in relazione con il territorio, dando luogo a una dinamica di trasformazione continua. In questo scambio, corpo e paesaggio si riflettono e si ridefiniscono reciprocamente, generando una condizione fluida in cui i confini si espandono.
Le opere si sviluppano come processi ciclici, attraversati da ritorni, variazioni e rinnovamenti. La materia conserva le tracce di queste trasformazioni, rendendo visibile il tempo come ritmo e metamorfosi: una natura che si rinnova costantemente, rimanendo al tempo stesso familiare e sempre diversa.
Il collage diventa così una pratica generativa, capace di attivare nuove connessioni e di trasformare frammenti in un campo di energia vitale, in cui immagini e forme continuano a evolversi in un equilibrio dinamico.

