Inauguriamo oggi una nuova rubrica di approfondimento sulla cultura fotografica.
Margherita Abbozzo, artista, docente, esperta di fotografia e arte contemporanea, è insegnante di Storia della Fotografia Contemporanea nel nostro corso annuale Mastering Photography
Ci proporrà periodicamente degli spunti di riflessione sulla fotografia presente e passata, aiutandoci a portare avanti la nostra mission di divulgazione della cultura fotografica; nella convinzione che, siate voi fotografi principianti o esperti, la conoscenza della storia, delle poetiche autoriali e degli stili fotografici è imprescindibile, non tanto per fare delle “belle foto” quanto per fare della “buona Fotografia”.
In questo primo appuntamento ci parlerà di Irving Penn, Silvia Camporesi e di un nuovo spazio dedicato alla fotografia d’autore a Roma.
Irving Penn in mostra al Centro della Fotografia di Roma
Irving Penn, statunitense classe 1917, scomparso nel 2009, sublime artista della luce e della camera oscura, dalla lunghissima carriera di quasi settant’anni. Uno tra i più famosi fotografi di moda al mondo, ma non solo. Anzi. Bravo sempre e comunque, Penn ha fotografato tutto, dalle cicche di sigarette trovate sui marciapiedi di New York alle modelle più in voga, dalle verdure congelate agli artigiani parigini, dagli anemoni sfioriti agli Hell’s Angels americani, da donne marocchine a bambini di Cuzco. Ha viaggiato in lungo e in largo per il pianeta portandosi dietro un suo studio portatile e ovunque ha realizzato immagini di suprema eleganza e di incredibile bellezza. In più era appassionato di camera oscura e si stampava le foto da solo, cosa non scontata, utilizzando spesso la tecnica della stampa al platino, complicata e costosa. E che stampe stupende produceva! Adesso proprio queste stampe si possono vedere a Roma. Infatti parliamo di Penn perché una sua mostra è il pezzo forte che inaugura il nuovo Centro della Fotografia.
IRVING PENN. PHOTOGRAPHS 1939 – 2007 raccoglie 109 stampe realizzate tra il 1939 e il 2007.
Si tratta di stampe che arrivano dalla collezione della parigina Maison Européenne de la Photographie, raccolte in collaborazione con Penn stesso.
Il top del top, quindi. E infatti… Noi oggi non siamo più abituati ad apprezzare le qualità fisiche di una stampa fotografica; ormai le immagini, anche quelle di Penn stesso, sono smaterializzate e si guardano per lo più sui minischermi dei cellulari, oppure online, o quando va bene nei libri; dal vero però è tutta un’altra cosa.

Il nuovo Centro della Fotografia al Mattatoio di Testaccio
Chi può quindi non perda l’occasione di andare ad ammirarle nel nuovo Centro della Fotografia appena aperto nel Padiglione 9D del gigantesco ex-Mattatoio, costruzione ottocentesca nel quartiere del Testaccio.
Il complesso dovrebbe in futuro diventare un grande polo europeo dedicato a cultura, formazione e ricerca; intanto ha aperto questo nuovo spazio. Vasto, circa 1500 metri quadrati, ha una sua personalità: perché come alla ex-centrale elettrica Montemartini, sempre a Roma, un gran bell’esempio di archeologia industriale che ospita oggi un favoloso museo di arte antica tra turbine, motori e una colossale caldaia a vapore, anche al Centro della Fotografia rimangono volumi e strutture in ghisa del vecchio spazio, che fanno da cornice alle immagini fotografiche giocando così a continui richiami tra moderno e contemporaneo.

Silvia Camporesi e la fotografia tra documento e finzione
Questo gioco di rimandi e stratificazioni continua nelle altre due mostre che inaugurano il Centro: Irving Penn è affiancato da Silvia Camporesi, con la mostra C’è un tempo e un luogo che raccoglie lavori dai vari suoi progetti: La terza Venezia, Journey to Armenia, Atlas Italiæ, Almanacco sentimentale e Mirabilia. Con le sue immagini Silvia Camporesi, classe 1973, fotografa-filosofa, racconta di luoghi dove si sono stratificate storie, emozioni e silenzi. Penn ha viaggiato tanto; anche lei lo fa, creando immagini che sono particolarmente sensibili alla storia dei posti e che trasformano delicatamente “la realtà”, qualunque cosa essa sia, alla ricerca di un equilibrio poetico tra documento e finzione.

Infine completa l’offerta inaugurale del Centro la sezione Campo Visivo, spazio dedicato alla ricerca e alla sperimentazione contemporanea, che presenta lavori di Kensuke Koike, Alix Marie e Forough Alaei.
Ciliegina sulla torta: il Centro della Fotografia ospita anche una biblioteca.
Margherita Abbozzo
IRVING PENN, PHOTOGRAPHS 1939 – 2007 è curata da Pascal Hoël, Head of Collections MEP, Frédérique Dolivet Deputy to Head of Collections MEP e Alessandra Mauro, curatrice per il Centro della Fotografia di Roma; promossa da Roma Capitale e Fondazione Mattatoio é organizzata da Civita Mostre e Musei con la collaborazione della Irving Penn Foundation di New York.
SILVIA CAMPORESI, C’E’ UN TEMPO E UN LUOGO è curata da Federica Muzzarelli.
CORPI REALI; CORPI IMMAGINATI è curata da Daria Scolamacchia.
Le mostre sono aperte fino al 29 giugno 2026, dalle ore 12 alle 20, tutti i giorni escluso il martedì, sono promosse da Roma Capitale e Fondazione Mattatoio, e organizzate da Civita Mostre e Musei; partner dell’iniziativa è Urban Vision.
MATTATOIO – Padiglione 9D, Piazza Orazio Giustiniani, 4 Roma.
Info mostra: www.centrodellafotografia.it, centrofotografiaroma@civita.art


